Tirocinio: cos’è e come funziona

Molto spesso si sente parlare di tirocinio o stage e si dà per scontato che questa metodologia formativa sia chiara e comprensibile a tutti.

 

Per molti il tirocinio è un’esperienza molto utile: un passo verso il mondo del lavoro che talvolta può rivelarsi cruciale per il proprio futuro professionale. Tuttavia, non sempre siamo informati su che cosa esso comporti.

 

Cerchiamo di sfatare alcuni dei falsi miti più frequenti, rispondendo ad alcune fondamentali domande sul mondo dei tirocini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che cos’è il tirocinio?

Uno degli errori più comuni è quello di considerare il tirocinio un rapporto di lavoro. Niente di più sbagliato! Lo stage, in realtà, è una misura finalizzata all’inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro e un’opportunità di orientamento che permette di acquisire una serie di competenze professionali. Il tirocinio, diversamente da un contratto di lavoro, si basa su un accordo fra tre parti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1) Tirocinante: è colui che svolge l’attività e che vive l’esperienza nel mondo del lavoro;
2) Soggetto ospitante: è la struttura pubblica o privata che accoglie il tirocinante per lo svolgimento dell’intero periodo di tirocinio;
3) Soggetto promotore: è l’ente terzo, a cui spetta il compito di progettare, attivare e monitorare l’esperienza di tirocinio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanti tipi di tirocini esistono?

I tirocini non sono tutti uguali. Uno degli errori più frequenti, infatti, è quello di considerarli tutti allo stesso modo.
Sostanzialmente, esistono due tipi principali di tirocini:
Tirocini curriculari: sono quelli previsti da un percorso di istruzione e/o formazione. Ad esempio, quelli svolti dagli studenti che frequentano le scuole superiori o istituti universitari. Questa tipologia di tirocinio non ha l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo ma quello di arricchire la formazione del tirocinante attraverso un’esperienza di lavoro sul campo.
Tirocini extracurriculari: sono percorsi intrapresi al di fuori da un contesto di formazione o di studio e sono finalizzati a favorire l’inserimento lavorativo e di agevolare le scelte professionali future sulla base di un’esperienza diretta del mondo del lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come si attiva un tirocinio?

Spesso si pensa erroneamente che attivare un tirocinio sia una procedura lunga e complessa. In realtà, con le giuste informazioni, la procedura si rivela semplice e veloce: vediamo come!

Per quanto riguarda i tirocini curriculari, bisogna rivolgersi agli sportelli messi a disposizione dal proprio istituto scolastico o di formazione, in modo da ricevere le istruzioni necessarie per l’attivazione del tirocinio. L’attivazione di un tirocinio curriculare è possibile solo per le strutture presso le quali risulti iscritto il tirocinante.
Per quanto concerne, invece, i tirocini extracurriculari bisogna mettersi in contatto con un ente promotore, cioè il soggetto che promuove il tirocinio. Ad esempio, è possibile rivolgersi ai servizi per l’impiego della propria città oppure presso le agenzie regionali per il lavoro. L’attivazione di questa tipologia di tirocinio è prevista per i soli soggetti accreditati e autorizzati dalle normative regionali e nazionali.

Una volta individuata la struttura, ovvero il soggetto ospitante, che accoglierà il tirocinante, viene stipulata una convenzione, cioè un accordo fra il soggetto promotore e il soggetto ospitante, nel quale vengono stabilite le regole di svolgimento del tirocinio. In seguito, viene definito un progetto formativo che, invece, racchiude i contenuti e gli obiettivi formativi alla base del percorso del tirocinio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Diritti e doveri del tirocinante: quali sono?

Ogni tirocinante dovrebbe conoscere i propri diritti e doveri, vediamone alcuni tra quelli più significativi.

I doveri del tirocinante
• Il tirocinante deve essere a conoscenza delle attività previste e definite dal progetto formativo e svolgerle secondo l’orario concordato.
• Deve svolgere i compiti seguendo le indicazioni del tutor ospitante e secondo quanto definito dal progetto formativo.
• Deve rispettare l’obbligo di riservatezza su tutti i dati raccolti durante il proprio percorso formativo, ad esempio dati sensibili o procedimenti amministrativi ecc.
• Deve mettersi in contatto periodicamente con il tutor promotore al fine di fornire feedback sull’esperienza che si sta svolgendo.

I diritti del tirocinante
• Il tirocinante ha il diritto di sospendere il tirocinio secondo i casi previsti dalla legge o interrompere il percorso dandone comunicazione al tutor promotore.
• Ha il diritto di ricevere un’indennità mensile se questa è prevista dal progetto formativo.
• Ha il diritto di ricevere un’attestazione di svolgimento al termine del tirocinio se è stata raggiunta una certa percentuale di frequenza prevista dal progetto formativo.
• E, infine, ha il diritto di ricevere la certificazione delle competenze professionali acquisite durante il percorso di tirocinio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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